MALATTIE DEL SANTO.
AMORE A CRISTO SOFFERENTE
1585 37. Francesco soffrì per lungo tempo
e fino alla morte malattie di fegato, di milza e di stomaco.
Inoltre, quando si recò oltremare, per predicare al
soldano di Babilonia e d'Egitto, contrasse una gravissima
infermità agli occhi, a causa della intensa fatica
durata nel viaggio, soprattutto per la violenta calura affrontata
andando e ritornando. Non volle però farsi curare da
nessuna di queste malattie, per quanto ne fosse pregato dai
suoi fratelli e da molti che ne sentivano pietà e dispiacere:
e ciò per l'ardente amore che fino dalla conversione
portava a Cristo.
Per la gran tenerezza e compassione che ogni giorno provava
nel contemplare l'umiltà del Figlio di Dio e nel seguirne
gli esempi, quello che riusciva amaro per la sua carne, lo
accoglieva e sentiva come una dolcezza. E talmente si doleva
ogni giorno delle sofferenze e amarezze che Cristo soffri
per noi, e tanto se ne affliggeva nell'anima e nel corpo che
non si curava dei propri malanni.
Una volta, pochi anni dopo la conversione, mentre andava solitario
lungo una via non molto distante dalla chiesa della Porziuncola,
piangeva e gemeva ad alta voce. Gli si fece incontro un uomo
spirituale, che noi abbiamo conosciuto e che ci narrò
questo fatto. Costui aveva testimoniato molta bontà
e consolazione a Francesco, sia quando non aveva alcun fratello,
che in seguito. Sentendolo piangere, ne fu commosso e gli
chiese: «Cos'hai fratello?». Pensava infatti che
dolorasse per qualche malattia. E Francesco: «Dovrei
andare cosi per tutto il mondo, piangendo e gemendo la passione
del mio Signore, senza rispetto umano». Quell'uomo allora
cominciò a piangere forte e lacrimare con lui.